|   |  Quattro chiacchiere in rossonero: Giovanni Stroppa

Quattro chiacchiere in rossonero: Giovanni Stroppa

Il Foggia e Giovanni Stroppa. La storia è al terzo atto. Il primo, 23 anni fa, da calciatore. I tempi erano quelli di Zemanlandia. Fu la classica ciliegina sulla torta: 30 presenze e 8 gol. Quel Foggia sfiorò l’Europa. Atto secondo. Stroppa torna in rossonero al crepuscolo della carriera. 2004-05, C1, 9 presenze, un gol, pochi squilli. Atto terzo. Stroppa allenatore, deciso invece a lasciare una traccia indelebile sulla panchina rossonera.

-Ciao Mister. Hai affermato e ripetuto: questa maglia me la sento stampata addosso!
Si. Qui conosco tutto: la gente, ho amicizie oltre al campo. Con Di Bari ho giocato sia in A che in C. Colucci è stato mio calciatore a Pescara. E poi i magazzinieri Dario e Gino.
-Ma le pressioni aiutano o stressano?
Aiutano. Soprattutto nel contesto adeguato e con le persone giuste. Come qui.
-Da calciatore a Foggia hai lasciato il segno.
Grande stagione. Qui ho conquistato la maglia azzurra.
-Il ricordo più bello di quel campionato?
Le vittorie a Torino col Toro e a Genova con il Genoa. Due 4-1, con quattro gol miei!
-Quello più brutto
La delusione col Napoli, in ballo c’era l’Uefa. Prima del gol loro, c’era un rigore su di me.
-E’ la terza volta in poco più di 20 anni che frequenti Foggia. Come la trovi?
Uguale a prima. Identica.
-Meglio giocare o allenare?
Meglio allenare. C’è più completezza. Emozioni impagabili.
-Se ti nomino Zeman, cosa ti passa per la mente.
Mi si riempie il cuore. Come allenatore mi ha insegnato tanto. La persona più bella che ho conosciuto nel calcio
-Nessuno, degli ex calciatori di Zeman, poi allenatori, come te, però, gioca come il boemo.
Lui è unico. Impossibile imitarlo. Ha lasciato il segno. Di Francesco vicino alla sua traccia
-Da calciatore hai fatto una gran carriera, ma l’impressione è che tu meritassi di più.
Si. Qualcosa in più si poteva fare. Ma sono contento. E’ stata comunque una gran carriera
-Hai vissuto da calciatore il periodo d’oro del Milan.
Lì ho calcato grandi palcoscenici. Vinto cose entrate storia del club e del calcio italiano. 
-Sacchi o Capello
Apprezzo entrambi
-Guardiola, Mourinho o Klopp
Guardiola
-Ventura è l’allenatore giusto per la nazionale?
In questo momento si. Per esperienza, conoscenze, leadership.
-Quest’ondata di giovani calciatori forti del calcio italiano a cosa ha dovuto?
In Italia ci sono tanti giovani, ma non si ha il coraggio di metterli dentro. Gasperini è un’eccezione: dopo le prime quattro sconfitte ha cambiato e puntato sui giovani.
-Tra i tanti allenatori che hai avuto chi ti ha dato di più?
Zeman e Sacchi
-Vivi il tuo lavoro H24: in campo ad allenare o a studiare e preparare il lavoro per la partita.
Si. Amo fare le cose per bene. E’ poi è un piacere, oltre che un obbligo professionale
-Da Stroppa a Stroppa. Da agosto a ora. Cosa è cambiato?
Percorso all’inizio proibitivo, squadra non mia. Ora è tutto cambiato, ma proprio tutto.
-Quanta responsabilità ti senti addosso per la missione: portare il Foggia in B
Tanta. Ma molti fattori non dipendono da me. C’è il massimo impegno per riuscirsi
-Stroppa a tavola: attento o buongustaio?
Buongustaio
-Cucina pugliese o lombarda?
Tutto
-Vino bianco, rosso o bollicine?
Mi piace il vino pugliese: su tutti “Impavido” della tenuta Coppa D’Oro del mio Presidente
-Il girone C della Lega Pro è’ davvero più difficile degli altri due raggruppamenti?
E’ più impegnativo sul piano fisico e ambientale
-Sono solo i soldi il motivo per cui la Serie A ha perso appeal rispetto alla Premier, alla Bundesliga e alla Liga?
Non solo. Ci sono altri fattori. In primis le strutture: in Italia molto carenti.
-Dove va il calcio? Verso la Cina e altre realtà emergenti?
Sembra così. Staremo a vedere. Ma, poi, tutto torna
-La cosa che più ti da fastidio in una persona
Invidia e falsità
-Il consiglio che daresti ad un calciatore che smette e si prepara a diventare allenatore
Di essere sempre se stesso
-C’è una promessa in ballo, partita con Rubin. Se si sale in B, si va a piedi a San Giovanni Rotondo da Padre Pio. Ci sei?
Certo!

Rino Palmieri in esclusiva per Supermercati Convì